Il grande cinema italiano trionfa alla 63ma Edizione del Globo D’oro

Tra  i  premiati  John  Malkovich, Marco  Bellocchio, Edoardo  Leo, Colapesce  Dimartino e il commosso omaggio di colleghi e amici a Francesco Nuti

Il grande cinema è tornato a risplendere sotto il cielo di una notte d’estate, negli iconici giardini dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo l’Associazione della Stampa Estera in Italia ha celebrato la 63ma edizione del Globo d’Oro con un gala sotto le stelle, che ha visto sfilare alcuni  tra i più grandi protagonisti del cinema italiano e internazionale.

L’attesa cerimonia di premiazione è stata condotta dai direttori artistici Claudio Lavanga, corrispondente per NBC NEWS, e Alina Trabattoni, giornalista internazionale e corrispondente estera, ed è iniziata con i saluti della Presidente della Stampa Estera, Esma Çakir.

«Ho sempre pensato che il cinema sia il mezzo per eccellenza per concedersi di evadere – commenta il co-Direttore Artistico, Claudio Lavanga – un momento in cui staccarsi dalla realtà, anche solo per due ore, terapeutico e necessario. Poterlo celebrare qui, in un luogo simbolo     della vita culturale della Capitale, è un vero privilegio».

«E il privilegio è anche poter vedere e valutare tutti questi film – aggiunge il co-Direttore Artistico, Alina Trabattoni – soprattutto quello di poterli commentare insieme ai protagonisti, ai registi. Restiamo sempre meravigliati dalla qualità dei film in concorso, perché il Cinema è come una magia, un incanto che si compie ogni volta daccapo, un occhio aperto sulla realtà capace di aprire finestre su nuovi immaginari mondi».

Il comitato di giuria, composto da una rosa di corrispondenti esteri provenienti da ogni parte del mondo, ha visionato decine di pellicole, scelto i film finalisti e finalmente premiato i vincitori durante una serata unica – curata dalla regia di Antonio Centomani -, arricchita dalle sonorità lounge della dj Daniela Martani.

Sono le scalinate dello storico ingresso dell’Accademia Tedesca a fare da palco alla cerimonia che ha visto premiare i volti del cinema nazionale. I migliori interpreti sono Pilar Fogliati, che riceve il premio come Miglior Attrice per Romantiche, ed Edoardo Leo come Miglior Attore per il suo     ruolo in Mia. Roberto Andò si aggiudica la Miglior Regia per il suo La stranezza,  e  Marco Bellocchio fa incetta con il Globo d’Oro al Miglior Film con Rapito e quello alla Miglior Serie TV     per Esterno Notte.

E da un grande regista che ha firmato capolavori a chi inizia a muovere i suoi primi passi sullo schermo: Saul Nanni si aggiudica il Globo d’Oro Giovane Promessa, per il film Brado di Kim Rossi Stuart. Mentre Giuseppe Fiorello il Globo d’Oro Miglior Opera Prima, per il suo Stranizza d’amuri.

Cinema italiano, ma con uno sguardo sul mondo, e a salire le scale è stata una star di Hollywood, John Malkovich, che ha ricevuto dall’attore Maurizio Lombardi – con lui sul set di The New Pope – il Gran Premio della Stampa Estera per il suo impegno come attore, regista e produttore e per il suo speciale legame con il nostro Paese. Legame che si rafforza proprio in questi giorni, e che lo vede impegnato nello spettacolo In the Solitude of Cotton Fields, dal testo di Bernard-Marie Koltès, nell’ambito del Campania Teatro  Festival diretto da Ruggero Cappuccio, in scena       al Teatro Politeama di Napoli l’8 e il 9 luglio.

La cerimonia riprende con la statuetta alla Miglior Colonna Sonora, consegnata al duo Colapesce Dimartino, per il film La primavera della mia vita, regalando un’esibizione fuori programma a tutti i presenti.

A Mia va la Miglior Sceneggiatura, ritirata da Ivano De Matteo e Valentina Ferlan; a L’Ultima notte di Amore va il Premio Speciale della Giuria, ritirato dal regista Andrea Di Stefano; mentre il film di Pilar Fogliati, Romantiche, si aggiudica il Globo d’Oro per la Miglior Commedia.

E proprio a chi della commedia aveva fatto la sua cifra di stile è andato il premio alla Carriera. All’attore regista e sceneggiatore Francesco Nuti, scomparso poco meno di un mese fa, l’applauso commosso di tutto il pubblico, i ricordi degli amici presenti, tra cui il regista Gianni Veronesi, e chi non ha potuto esserci come Carlo Verdone e Leonardo Pieraccioni, che hanno inviato una clip per l’amico scomparso. A ricordarlo insieme a loro e ai direttori artistici anche la figlia, Ginevra, che ha ritirato il premio dedicato a suo padre consegnatole da Giuliana De Sio.

Il Globo d’Oro al Miglior Documentario va al docufilm Gianni Agnelli, in arte l’Avvocato, diretto da Emanuele Imbucci, che ha ritirato la statuetta. A seguire la Miglior Fotografia, riconosciuta a Michele D’Attanasio per L’ombra di Caravaggio; e il premio al Miglior Cortometraggio assegnato a Grazie Michele, di Rosario Errico, in gara insieme a La verità di Miranda Angeli e La storia di Franco Zeffirelli di Matteo Mascotto, e che ha regalato l’occasione di ricordare il grande maestro nel centenario della sua nascita.

A valutare le opere, come ogni anno, è stata una rosa di corrispondenti esteri provenienti da ogni parte del mondo, incluse Grecia, Australia, Germania, Albania, Svizzera, Norvegia, San Marino, Giappone, Romania, Svezia, Francia, Turchia, Inghilterra, Olanda, Cile, Bulgaria, USA, Russia, Venezuela, Moldavia, Spagna. Il Comitato Cinema 2023 è composto da Claudio Lavanga (Direttore Artistico) NBC NEWS, USA; Alina Trabattoni (Direttore Artistico) giornalista internazionale e corrispondente estera; Maarten van Aalderen, De Telegraaf, Olanda; Patricia Mayorga Marcos, El Mercurio, Cile; Vera Naydenova (Responsabile Serie TV) BTV, Bulgaria; Ewout Kieckens, Italie Magazine, Olanda; Antonio Galofaro, Le Temps, Svizzera; Praxilla Trabattoni (Responsabile Sezione Documentario) People Magazine, USA; Vera Shcherbakova (Responsabile Sezione Cortometraggio) Agenzia di stampa TASS, Russia; Sofya Lipenkova, Agenzia di Stampa TASS, Russia; Alba Kepi, RTV Ora News, Albania; e Constanze Templin giornalista freelance, Germania. Al loro lavoro si unisce il prezioso contributo della giornalista Elizabeth Missland, cui il comitato esprime un ringraziamento speciale.

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