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lunedì, 6 Febbraio 2023

Punk is (not) dead: Margini

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PUNK IS (NOT) DEAD: MARGINI

Niccolò Falsetti regista e sceneggiatore, nato e cresciuto a Grosseto, una piccola città della Maremma toscana, in cui ha ambientato Margini. Il film d’esordio prodotto da Dispàrte con i Manetti Bros. e premiato dal pubblico alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Il lungometraggio presentato per il terzo incontro della 63esima edizione del premio del Globo d’Oro presso la Stampa Estera, ci descrive il vivere Punk a Grosseto, raccontando “un dramma nella commedia e una commedia nel dramma”.

di MariaChiara Petrassi

“Per una volta si muovono gli altri!”

Tre giovani amici: Edoardo (Emanuele Linfatti) alla chitarra, Iacopo (Matteo Creatini) voce e basso e Michele (Francesco Turbanti) alla batteria, vivono a Grosseto nel 2008 e sono una band punk hardcore. Dopo aver suonato soltanto in sagre e feste dell’Unità, dove la loro musica viene definita comunemente come “ganza”, si presenta un’occasione imperdibile, ossia aprire a Bologna il concerto dei Defense, gruppo punk hardcore americano. Il concerto viene però annullato e questo spinge i ragazzi a non demordere e ad organizzare la data italiana dei Defense proprio a Grosseto.
“Siamo sempre noi che ci dobbiamo muovere? Siamo sempre a due ore da tutto…a due ore da Roma, da Firenze, da Pisa. Per una volta si muovono gli altri!” Afferma seccato Edoardo nel film.

Il loro piano si rivelerà più difficile del previsto, trovare un luogo adatto tra diffidenze e lente burocrazie locali metterà in discussione la riuscita dell’impresa ma soprattutto ciò a cui i tre tengono di più: la loro amicizia.

2008: una scelta sottile ma importante

“Ambientare il film nel 2008 è una scelta sottile ma importante. Nella scena del film in cui i tre protagonisti vanno al Comune per chiedere uno spazio in cui poter realizzare il concerto, volevamo sottolineare proprio questo, ossia che l’amministrazione avesse preferito e scelto il folclore, la tradizione…insomma il vecchio” spiega Niccolò Falsetti all’incontro con la giuria del Globo d’Oro.
“Noi siamo la generazione che aveva vent’anni durante la crisi e trenta allo scoppio della pandemia. Questi sono stati i due grandi eventi che abbiamo vissuto; infatti, la decade prima era stata caratterizzata da Genova e dalle Torri Gemelle. Perciò l’alibi della mancanza di lavoro a causa della crisi è stato un passaggio importante nelle nostre vite” aggiunge il regista.

Punk a Grosseto

Grosseto fa da sfondo a questa storia e la provincia, spesso, non aiuta i giovani ragazzi a realizzarsi nella loro vita professionale e li costringe a spostarsi nelle grandi città o all’estero. Il titolo vuole spiegare questo; preso da una canzone del gruppo Gli Ultimi (anche colonna sonora del film) che cita “c’è una periferia, ancora più lontana che non fa mai notizia e non ne sentirai mai parlare. Fra ville di campagna e case popolari c’è la provincia. Ai margini c’è il posto dove vivo” parlare di una marginalità era l’intenzione del regista per poter raccontare anche il posto in cui ha vissuto.

“Ci sono tanti significati…cosa vuol dire stare sul margine? A volte non voler riuscire, a volte voler tornare all’epicentro, però spostare i riflettori dal centro delle cose è ciò che serve davvero” spiega Falsetti.

Se bruciasse la città di Massimo Ranieri che per definizione è “anti punk” conclude il film, liberandoci da tutti i preconcetti su cosa sia o non sia un certo tipo di cultura e un certo tipo di sentire. In effetti, ci fa notare Falsetti, la fragorosa anarchia di London’s Burning dei Clash non è poi così distante dal noto successo di Ranieri.

In concorso nell'anno: 2023

Incontro in sede con il regista: Niccolò Falsetti

Data (e numero) del incontro: 23 novembre 2022 (3)

Attori protagonisti: Francesco Turbanti, Emanuele Linfatti, Matteo Creatini

Attrici protagoniste: Valentina Carnelutti

Sceneggiatura: Niccolò Falsetti, Tommaso Renzoni, Francesco Turbanti

Fotografia: Alessandro Veridiani

Distribuzione: in cinema (Fandango)

 

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