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martedì, 29 Novembre 2022

Un’Italia bigotta: il signore delle formiche

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Un’Italia bigotta: il signore delle formiche

Il regista, sceneggiatore e scrittore Gianni Amelio, presenta al secondo incontro con la giuria del premio del Globo d’Oro presso la Stampa Estera, il suo ultimo film in concorso alla 63esima edizione del premio: Il signore delle formiche. Un film che (finalmente) squarcia il velo della realtà su un’Italia bigotta nella fine degli anni ’60, richiamando alla memoria il caso Braibanti, uno dei momenti più controversi della storia italiana.

di MariaChiara Petrassi

Aldo Braibanti nasce nel 1922 in provincia di Piacenza, giovane partigiano e membro attivo del Partito Comunista Italiano, nello specifico si occupa della Gioventù Comunista Toscana. A venticinque anni si ritira definitivamente dalla politica e da qualsiasi partito per creare un “cenacolo” presso Castell’Arquato, in cui le ragazze e i ragazzi della provincia di Piacenza potevano studiare varie forme d’arte: dalla pittura, alla musica, alla danza, alla recitazione.

Fra i suoi seguaci c’è Riccardo, ragazzo della borghesia conservatrice emiliana, che desidera fortemente essere apprezzato dal suo maestro ma che da lui riceve solo disapprovazione. Un giorno Riccardo porta con sé il fratello Ettore (nella realtà della vicenda Giovanni Sanfratello), che ha scovato una di quelle formiche che Braibanti, appassionato mirmecologo, colleziona in una teca.

Innamoramento reciproco

L’intellettuale dimostra subito gratitudine e stima verso quel ragazzo intelligente e gentile fino ad arrivare ad un innamoramento reciproco, così delicato, soprattutto nella mentalità dell’Italia degli anni ’60 che porterà il Braibanti all’accusa di plagio nei confronti del minorenne Ettore. Il delitto di “plagio” era previsto dall’articolo 603 del Codice penale, abolito poi nel 1981, in cui si puniva chiunque sottoponesse una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione.

Lo stomaco sociale

“Ogni formica ha due stomaci; uno per sé e un altro per un’altra formica che non ha da mangiare. Questo è un grande insegnamento nella società, un po’ come il caffè sospeso, dovremmo tutti osservare il comportamento delle formiche, perché si fanno delle scoperte meravigliose” afferma il regista, citando una frase del film.

La società di quei tempi, estremamente bigotta e individualista, sarà testimone di questo processo lunghissimo che porterà il Braibanti a dover subire ogni tipo di accusa da parte dei testimoni, ma ad essere difeso da Ettore, quando questi verrà chiamato a testimoniare, nonostante il manicomio e i trattamenti di elettroshock che aveva subìto.

Smentendo di essere stato plagiato e di aver scelto liberamente di frequentare Braibanti e seguirlo a Roma. Nonostante ciò, l’uomo dal multiforme ingegno venne condannato a nove anni di reclusione. In Appello la pena venne ridotta e alla fine passò due anni in carcere.

La vera vittima

“Nel finale dell’Aida di Giuseppe Verdi c’è una frase decisiva che racchiude anche il senso del mio film: «Io ti uccido per averti amato». Infatti la vera vittima di questa vicenda realmente accaduta, non è Braibanti ma il ragazzo che ha dovuto subire oltre al fango mediatico, anche le “cure” per poter guarire da quella che era definita come una malattia. Muore quindi il sentimento dei protagonisti, facendo morire anche il coro d’amore di cui facevano parte a causa dello stigma di essere omosessuali” aggiunge il regista.

Il messaggio

“Il messaggio del film in un frase è: avere coraggio, essere sempre sé stessi. Questo non è scontato, perché spesso siamo portati a bloccare il nostro vero essere di fronte ai nostri genitori, agli amici o in ambito scolastico. Pongo soprattutto l’attenzione sugli insegnanti che spesso, possono manipolare e condizionare l’anima e l’entità di ragazzi e ragazze” conclude Amelio.

Il colossale Luigi Lo Cascio (Aldo Braibanti) affiancato da Elio Germano (il giornalista dell’Unità Ennio), sono degnamente accompagnati da un cast di esordienti tra cui: Leonardo Maltese che interpreta in modo mirabile il ragazzo protagonista della storia.

Il signore delle formiche è un ritratto nitido e pieno dell’amore di due persone libere, capace di emozionare senza scorciatoie, lasciando grandi spunti di riflessione personale.

 

In concorso nell'anno: 2023

Incontro in sede con il regista: Gianni Amelio

Data (e numero) del incontro: 16 novembre 2022 (2)

Attori protagonisti: Elio Germano e Luigi Lo Cascio 

Attrici protagoniste: Sara Serraiocco

Sceneggiatura: Gianni Amelio, Edoardo Petti, Federico Fava

Fotografia: Luan Amelio Ujkaj

Distribuzione: in cinema (01 Distribution)

 

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